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Micro-ossigenazione
controllata in bottiglia
Quando il vino viene imbottigliato la sua evoluzione
non è assolutamente conclusa. Anche in bottiglia
proseguono una serie di reazioni di affinamento che portano
il vino alla completa maturità sensoriale.
La micro-ossigenazione controllata è una tecnica
che prevede laggiunta di quantità definite
di ossigeno al vino nella fase di affinamento, allo
scopo di ottenere un prodotto più stabile e con delle
caratteristiche diverse, sia dal punto di vista chimico
che sensoriale, da quello che non ha subito alcun trattamento.
In passato era opinione comune che lambiente in bottiglia
dovesse essere completamente riducente: le tecnologie di
produzione dei vini sia bianchi che rossi comportavano,
in maniera più o meno consapevole, delle ossigenazioni
che talvolta erano massicce soprattutto nella fase di imbottigliamento.
Le moderne tecnologie di produzione e di movimentazione
dei vini oggi riducono notevolmente i contatti che il prodotto
ha con l'ossigeno. Ciò rende il vino particolarmente
sensibile a reazioni con questo gas e lo predispone ad assorbirne,
quando possibile, elevate quantità.
Pertanto al consumo si incontrano sempre più spesso
vini che presentano alla stappatura le caratteristiche proprie
dei prodotti ridotti o al contrario, vini eccessivamente
ossidati a causa di una chiusura difettosa. La conseguenza
finale è in ogni caso un grave decadimento qualitativo.
Il vino di qualità è ora più che
mai un prodotto altamente tecnologico. Ricorrere a sistemi
di chiusura approssimativi può portare ad un sensibile
deterioramento delle proprietà organolettiche complessive
del vino.
Il ruolo di una moderna chiusura è più
che mai determinante per un corretto affinamento e per
evitare che in bottiglia:
1) si instauri un ambiente eccessivamente riducente;
2) vi siano reazioni di ossidazione e di invecchiamento
precoce del prodotto;
3) vi siano cessioni non gradite.
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